Differenza tra magnitudo e intensità: scala Richter e Mercalli

Due concetti diversi per misurare i terremoti: la magnitudo (energia rilasciata) e l'intensità (effetti osservati). Ecco come distinguerli.

Due misure, un solo fenomeno

Quando si parla di terremoti, i termini magnitudo e intensità vengono spesso confusi, ma indicano grandezze completamente diverse:

  • Magnitudo: misura strumentale dell'energia rilasciata dal terremoto alla sorgente. È un valore unico per ogni evento.
  • Intensità: misura degli effetti osservati in un determinato luogo. Varia da punto a punto.

Un terremoto ha una sola magnitudo, ma può avere intensità diverse in luoghi diversi: l'intensità diminuisce generalmente con la distanza dall'epicentro, ma dipende anche dalla geologia locale, dalla profondità dell'ipocentro e dal tipo di costruzioni.

La magnitudo: scala Richter e scala Momento

La magnitudo quantifica l'energia sismica rilasciata. Le scale principali sono:

Scala Richter (ML — Magnitudo Locale)

  • Ideata nel 1935 da Charles F. Richter.
  • Scala logaritmica: +1 = ampiezza 10x, energia ~32x.
  • Misurata da strumenti (sismografi).
  • Valore unico per evento.
  • Usata principalmente per eventi locali di magnitudo moderata.
  • Satura oltre M ~6.5.

Scala Momento (Mw)

  • Sviluppata nel 1979 da Kanamori e Hanks.
  • Basata sul momento sismico: area di faglia × spostamento × rigidità della roccia.
  • Non satura per grandi terremoti.
  • Standard internazionale per eventi M > 5.0.
  • Più accurata della scala Richter per terremoti di grande magnitudo.

L'intensità: scala Mercalli (MCS)

La scala Mercalli (nella versione MCS — Mercalli-Cancani-Sieberg, usata in Italia) misura gli effetti osservabili di un terremoto su persone, oggetti ed edifici. Non richiede strumenti: si basa sull'osservazione diretta.

Grado MCSDefinizioneEffetti
IImpercettibileRilevato solo dagli strumenti
IIMolto leggeroAvvertito da poche persone in riposo ai piani alti
IIILeggeroAvvertito ai piani alti, vibrazione simile al passaggio di un camion
IVModeratoAvvertito da molti all'interno, stoviglie tintinnano
VAbbastanza forteAvvertito da quasi tutti, oggetti instabili cadono
VIForteAvvertito da tutti, crepe leggere negli intonaci
VIIMolto forteDanni moderati a edifici mal costruiti, lievi a quelli ben costruiti
VIIIDistruttivoDanni considerevoli, crolli parziali in edifici ordinari
IXRovinosoDistruzione di edifici mal costruiti, danni gravi a quelli resistenti
XDisastrosoDistruzione della maggior parte delle strutture, frane
XIMolto disastrosoPochi edifici in piedi, deformazione delle rotaie
XIICatastroficoDistruzione totale, onde visibili sul terreno

Confronto sintetico

CaratteristicaMagnitudo (Richter/Mw)Intensità (Mercalli/MCS)
Cosa misuraEnergia rilasciata alla sorgenteEffetti osservati in superficie
Tipo di misuraStrumentale (oggettiva)Osservazionale (soggettiva)
Valori per eventoUno soloDiversi (varia con la distanza)
ScalaNumerica continua, logaritmicaNumeri romani I-XII
Introdotta1935 (Richter), 1979 (Mw)1902 (Mercalli)

Correlazione approssimativa

Non esiste una corrispondenza fissa tra magnitudo e intensità, perché l'intensità dipende da molti fattori locali. Tuttavia, a titolo indicativo:

Magnitudo (ML/Mw)Intensità MCS tipica all'epicentro
2.0 – 2.9I – III
3.0 – 3.9III – V
4.0 – 4.9V – VII
5.0 – 5.9VII – IX
6.0 – 6.9IX – XI
≥ 7.0X – XII

Perché la distinzione è importante

Comprendere la differenza è essenziale per interpretare correttamente i bollettini sismici. Un terremoto di M 4.5 in Calabria può essere avvertito come intensità VI-VII nei pressi dell'epicentro, ma solo come II-III a 100 km di distanza. Lo stesso terremoto, se molto profondo, potrebbe non essere avvertito affatto in superficie.

Su Italia Terremoti ogni evento riporta la magnitudo strumentale fornita dall'INGV. Per segnalare se hai avvertito una scossa, puoi compilare il questionario macrosismico INGV (HSIT), che contribuisce a determinare l'intensità percepita sul territorio.